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Ambientalismo alla rovescia


arovescioSe qualcuno volesse capire perché l'Italia predica bene e razzola male, ecco un esempio illuminante in tema di ambiente. L'italiano, si sa, figura sempre ai primi posti nei sondaggi sulla sensibilità per la difesa ambientale, ma in pratica è quello che devasta con maggior accanimento paesaggio e natura.

Ed è senz'altro indubitabile che negli ultimi tempi le emergenze più drammatiche siano state la sfrenata rapina delle risorse naturali, la perdita di biodiversità, la cementificazione del suolo, la rovina idrogeologica e la crisi degli ecosistemi del Bel Paese. Di fronte al degrado incontestabile, tutti si affannano a reclamare nuove leggi, mentre basterebbe applicare con equilibrio e fermezza quelle esistenti. Ma l'ultimo paradigma della povera "Italia capovolta" supera davvero ogni immaginazione...

Una proposta di legge che proclama il "contenimento dell'uso di suolo" (n. 70 del 15 maggio 2013, ora in discussione alla Camera) apre le porte al consumo del territorio inteso come spazio per costruire, nel nome di un preteso "diritto edificatorio" il cosiddetto "jus aedificandi" che ha già sfigurato metà dell'Italia e ora anela a metter mano su ciò che resta ancora intatto. Dimenticando quanto tutto ciò sia contrario alla Costituzione, la quale agli articoli 41 e 42 sottomette chiaramente ogni iniziativa e proprietà privata al superiore principio della loro utilità e funzione sociale. Per pura cronaca va aggiunto che primo firmatario di questa legge-capolavoro è l'Onorevole Ermete Realacci, Presidente Onorario di Legambiente e Presidente della Commissione Ambiente alla Camera, e che tra i sottoscrittori filo-edificatori si scoprono nomi sorprendenti, come Mario Catania, già Ministro dell'Agricoltura nel Governo Monti, e Ilaria Borletti Buitoni, già Presidente del FAI e ora Sottosegretario ai Beni Culturali. Anche se, come rileva Salvatore Settis nel denunciare con forza questa aberrante iniziativa (Repubblica del 1° giugno 2013), "alcuni firmatari della proposta Realacci, interrogati privatamente, confessano di aver firmato sulla fiducia, senza capirne bene il senso". E fortunatamente alcuni di loro, come Ilaria Borletti Buitoni, si sono affrettati a ritirare la propria firma.

A schierarsi contro questo ennesimo attentato mascherato al territorio sono insorti oltre a molte associazioni, tra cui Italia Nostra e il Comitato Parchi Nazionali, anche autorevoli esperti, come Paolo Maddalena, già Presidente f.f. della Corte Costituzionale, che ha definito la proposta Realacci "una vera e propria legge-truffa, che anziché limitare il consumo di suolo, lo aumenta, favorendo in ogni modo i costruttori" (Repubblica del 4 giugno 2013). Il suo parere viene riportato qui allegato. E contro l'iniziativa si è schierato Franco Tassi, storico Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, che fin dal lontano 1973 aveva definito il preteso "jus aedificandi" come "una delle più abnormi concezioni del vigente sistema giuridico, causa prima dello sfacelo e della distruzione del territorio", concludendo così: "E' per esso che oggi a milioni di cittadini vengono preclusi, o resi di fatto inattuabili, il diritto alla vita, alla salute e all'equilibrio psicofisico". (Paolo Maddalena & Franco Tassi, Il Diritto all'Ambiente, Studi per la Conservazione della Natura, Roma 1973-1976-1993).

E proprio in questo saggio concepito agli albori del movimento ambientalista venne avanzata una proposta di emendamento all'articolo 9 della Costituzione Italiana (in cui la parola "Natura" non viene mai menzionata), aggiungendo questo secondo comma, tuttora attesissimo:

"La Repubblica tutela l'ambiente come diritto fondamentale della persona umana e come patrimonio naturale e culturale dell'umanità".


Parere di Paolo Maddalena, già Presidente f.f. della Corte Costituzionale

La proposta di legge presentata alla Camera dei deputati da Realacci ed altri, in data 15 marzo 2013, si iscrive a buon diritto tra le cosiddette leggi ad personam, con la sola variante che si tratta non di una, ma di più persone: i costruttori edili. Dunque, una legge ad personas.

Il metodo seguito è sempre lo stesso: "l'obiettivo dichiarato" è quello di "limitare il consumo del suolo", ma il vero obiettivo che si raggiunge è un "aumento del consumo di suolo ad esclusivo vantaggio dei costruttori". Il dato saliente di questa proposta, evidentemente diretto a far colpo sull'opinione pubblica, è quello di "imporre" (art. 2) un "contributo" in danaro ai costruttori che consumano suoli non ancora edificati, per costituire un fondo da destinare al risanamento urbano. Senonché si stabiliscono subito modalità tali, che questo fine, per così dire scoraggiante, appare immediatamente privo di qualsiasi forza di convincimento. Tanto per cominciare (art. 2, comma 1), il "contributo" che dovrebbe funzionare da remora per il consumo dei suoli, "non è definito nel suo ammontare", prevedendosi che esso debba essere stabilito in base alla perdita del valore ecologico, ambientale e paesaggistico delle aree edificate. In sostanza, stante l'inesistenza di criteri di determinazione, l'ammontare in questione è rimesso alla piena discrezionalità degli amministratori comunali, i quali devono semplicemente ispirarsi alle "leggi statali e regionali". Inoltre si prevede che i costruttori possano "sostituire il contributo", "previo accordo con i comuni" (art. 2, comma 3), con la "cessione compensativa" di aree "con il corrispondente vincolo a finalità di uso pubblico", "per la realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti", "nonché percorsi pedonali e ciclabili". Inoltre, sempre a vantaggio dei costruttori, si prevede l'individuazione, da parte dei Comuni (art. 3, comma 1), di "ambiti caratterizzati da degrado, da assoggettare ad interventi di rigenerazione urbana", edificati o non, per i quali, in caso di nuove costruzioni su terreni non ancora edificati, si prevede un "regime agevolato" (art. 3, comma 3) consistente nella "riduzione del contributo di costruzione", e in ogni caso una "riduzione dell'aliquota dell'IMU" e "l'attribuzione di diritti edificatori" sulle "aree immobiliari non ancora edificate", e per di più "uno strumento finanziario (art. 3, comma 5) da parte della Cassa Depositi e Prestiti, garantito da beni demaniali", per fornire "condizioni finanziarie e tassi di interesse vantaggiosi per l'investimento dei privati", arrivandosi così all'assurdo di dare in garanzia i "beni demaniali", che come tutti sanno sono "inalienabili, inusucapibili e inespropriabili".

Si prevede ancora una "perequazione urbanistica" (art. 4, comma 1), che consiste nella distribuzione di "diritti edificatori" da parte degli "strumenti urbanistici", nonché dei relativi "oneri", in modo da rendere equa la situazione di "tutti gli immobili che si trovino in analoghe condizioni di fatto e di diritto" e si prevede altresì (art. 5, comma 1), e qui si tocca il culmine, un "comparto edificatorio", il quale "riunisce le proprietà immobiliari per le quali gli strumenti urbanistici prevedono una trasformazione unitaria", e cioè (art. 5, comma 3) "un piano urbanistico attuativo convenzionato", concordato cioè tra Comune e costruttori, che può anche prevedere che la trasformazione sia attuata tramite un "permesso di costruire convenzionato". Si prevede infine l'acquisto gratuito da parte dei Comuni di immobili privati, dando in cambio "l'attribuzione di quote di edificabilità". Insomma, è chiaro a tutti che questa proposta di legge, anziché limitare il consumo di suolo, fa di tutto per incentivarlo, e per favorire i costruttori.

Ci sono ancora altre numerose amenità, ma si è detto abbastanza perché si capisca che si tratta di una proposta di legge "ingannevole", che mira all'emanazione di una vera e propria "legge-truffa".

'concordia';